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Equilibrio

Fra le capacità coordinative speciali che servono al calciatore per organizzare, regolare e controllare i movimenti, quella dell'equilibrio, che consente di mantenere il corpo "in una posizione stabile" o ristabilire tale condizione nel corso degli spostamenti, è da considerarsi fondamentale. La condizione basilare per cui il corpo riesce a stare in equilibrio è che la perpendicolare tracciata a partire dal baricentro (situato nel bacino) cada all'interno della base di appoggio. Il calcio si gioca in equilibrio monopodalico, sul piede d'appoggio (spesso è l'arto dominante sensoriale), mentre il piede di gioco (spesso l'arte dominante motorio) è impegnato a stoppare, guidare, dribblare, calciare... cioè a eseguire i gesti caratteristici della disciplina. Al calciatore, nel corso della partita, è richiesto di saper gestire diversi aspetti dell'equilibrio (tabella 1) da quello statico nei cambi di direzione e nei cambi di senso a quello dinamico nell'espressione di qualsiasi gesto tecnico con la palla, a quello di volo tipico dei gesti acrobatici dalla rovesciata, al colpo di testa in tuffo, ai contrasti aerei, ai tackle scivolati.
 
L'EQUILIBRIO NEI SUOI ASPETTI STATICO DINAMICO STATICO-DINAMICO DI VOLO
Mantenere o ristabilire l'equilibrio in una posizione di quiete relativa o nel corso di spostamenti molto lenti.
 
Analizzatore cinestetico e tattile-pressorio, in parte vestibolare visivo.
Esempi:
  • posizioni statiche con appoggio monopodalico, sia al suolo sia su base alta
  • verticale ritta o a tre appoggi Mantenere o ristabilire l'equilibrio nel corso di spostamenti ampi e/o rapidi.
Analizzatore vestibolare, coadiuvato dal cinestesico, dal tattile pressorio e dal visivo.
Esempi:
  • andature e traslocazioni su attrezzi con superficie d'appoggio ristretta o mobile
  • corse variate Equilibrio nel corso di spostamenti in cui si ricerca anche il mantenimento di un adeguato e costante controllo posturale.
Insieme degli analizzatori dei precedenti aspetti.
Esempi:
  • Traslocazioni al suolo o su base alta con trasporto di oggetti mantenuti in equilibrio stabile (sul capo, in mano)
  • Ricerca di un equilibrato controllo posturale delle fasi aeree.
Analizzatore vestibolare e ottico.
Esempi:
  • salti in basso
  • salti con rincorsa con superamento di ostacoli
  • rimbalzi al mini-trampolino
Fra il primo anno di vita e i tre-quattro anni il bambino passa dall'età orizzontale cioè dallo stare sdraiato, all'età verticale cioè allo stare in piedi attraverso il controllo di posture diverse: prona, supina, tronco eretto, seduta, quadrupedia, in piedi con sostegno, fino alla conquista della stazione eretta e della deambulazione.
 
Il miglioramento degli equilibri della postura eretta dipendono dalle possibilità del corpo di reagire agli stimoli sensoriali, visivi, tattili-pressori e cinestesici per mezzo delle più ricche e diversificate esperienze motorie. Imparare a camminare, correre, saltare, salire, scendere, capovolgersi, rotolare, cadere e calciare è indispensabile per assimilare quel bagaglio motorio di base, a sua volta necessario per acquisire e consolidare la coordinazione di cui l'equilibrio è un aspetto essenziale. Solo quando il camminare e il correre saranno diventati automatici, il bambino potrà cimentarsi in nuovi movimenti e acrobazie che richiederanno equilibri sempre più perfezionati.
 
Ecco ribadito che gli schemi motori di base e le capacità coordinative, oltre a essere interdipendenti nello sviluppo, sono un prerequisito importantissimo per l'apprendimento delle tecniche sportive. Il centro nervoso che ha il compito di controllare l'equilibrio è il cervelletto, la cui azione si realizza automaticamente e non è soggetta al controllo della volontà. Esso in ogni momento riceve:
  • o informazioni dall'orecchio interno dove si trovano i labirinti che, mediante il movimento del liquido che contengono, informano continuamente sulla posizione e sull'orientamento della testa nello spazio (analizzatore vestibolare)
  • o informazioni dall'appoggio plantare relative alla pressione esercitata dal peso dal corpo sull'appoggio stesso (analizzatore tattile-pressorio)
  • o informazioni dai muscoli, tendini e articolazioni (analizzatore cinestesico)
  • o informazioni dagli occhi (analizzatore visivo).
Elaborando molto velocemente le informazioni ricevute, il cervelletto scatena reazioni chiamate riflessi di equilibrio, facendo contrarre le zone muscolari necessarie a mantenere eretta la persona. Normalmente la sua azione è molto precisa e consente di adattare continuamente la posizione per mantenersi in equilibrio sugli appoggi. Secondo gli studi relativi alla teoria modello delle fasi sensibili (Hirtz 1979 - Martin 1982) il periodo di massimo sviluppo, ove si riscontra un maggior incremento della capacità di equilibrio, va dai 9 ai 12 anni, con punte più elevate tra i 10 e gli 11 anni.
 
Gli allenatori della categoria esordienti dovrebbero quindi prevedere nel proprio programma di lavoro la stimolazione e l'incremento di tale capacità. La progressione di esercizi proposta considera la possibilità di realizzare esperienze motorie polivalenti e multilaterali anche aspecifiche, cioè non legate agli aspetti tipici del gioco del calcio, in ambiente naturale o artificiale soprattutto in palestra con l'utilizzo di piccoli o grandi attrezzi, addirittura non disdegnando la pratica degli sport di equilibrio e scivolamento: bicicletta, monopattino, pattini a rotelle, skateboard e sci,per poi passare ad esperienze specifiche che hanno l'obiettivo di sviluppare gestualità calcistiche in regime di equilibrio.
 
Si comincia con attività di base per sensibilizzare e prendere coscienza degli appoggi (contatto piede-terreno, ovvero con la superficie su cui è concentrato il peso del corpo) che hanno il compito di avvisare costantemente il cervelletto di come il peso sia distribuito e concentrato. Si prosegue con gli esercizi di oscillazione in cui si tende a spostare il peso del corpo: gli atleti percepiranno i riflessi automatici d'equilibrio cioè tutte le contrazioni muscolari, la presa delle dita dei piedi, la tensione dei polpacci e dell'articolazione del ginocchio che servono, appunto, per mantenere la stazione eretta. Esercitandosi inoltre a occhi chiusi, essendo privi del riferimento visivo, verrà esaltata la percezione delle informazioni tattili-pressorie dalla pianta del piede.
Il calciatore sperimenterà, inoltre, la differenza che esiste fra mantenere una posizione di equilibrio ad arti inferiori tesi e ad arti inferiori leggermente flessi, cioè come cambiano i riflessi d'equilibrio e, più in generale, quanto sia più economico e redditizio mantenere una qualsiasi postura se si è rilassati piuttosto che rigidi e contratti. L'eliminazione delle contrazioni superflue si acquisisce con l'esercizio e grazie a una maggiore presa di coscienza del proprio corpo, che si tradurrà in un miglior controllo posturale e segmentario. Si interiorizzeranno inoltre i fattori di stabilità dell'equilibrio che è più facile da mantenere o da ripristinare se la base di appoggio è grande, se il baricentro è basso, se la perpendicolare tracciata dal baricentro cade all'interno della base d'appoggio, e
se la superficie del corpo a contatto col suolo è ampia; tutti concetti che deve aver ben presenti, per esempio, il difensore impegnato in un'azione di marcatura quando ha la necessità di temporeggiare in una postura che consenta contemporaneamente equilibrio e rapidità di spostamento.
Nel controllare le posizioni del corpo proposte nelle figure dalla 2 alla 5 si sperimenta l'importanza delle informazioni cinestesiche, esaltate qualora ci si muova ad occhi chiusi. Utilizzare i piccoli e grandi attrezzi, con le scarpe o a piedi nudi, su superfici di appoggio differenti (rigide-elastiche, dure-molli e ruvide-liscie) significa sensibilizzare ulteriormente l'appoggio plantare, oltre tutto in un clima ludico qualora, per esempio, si organizzino gare a tempo, con penalità, su circuiti o percorsi realizzati con i diversi attrezzi idonei per esercitare l'equilibrio. Le esercitazioni sul dominio della palla serviranno come applicazione specifica dell'equilibrio, enfatizzato in modo aspecifico nelle esperienze precedenti, e contemporaneamente da verifica. Anche per le attività concernenti l'equilibrio dinamico si sottolinea l'aspetto giocoso con cui vanno proposte, considerando inoltre che cominciare a camminare-correre-saltare in equilibrio su base alta significa affrontare a livello psicologico qualche inibizione dovuta alla paura di cadere o di farsi male, che si accentuerà nel momento in cui si dovranno affrontare le esercitazioni sull'equilibrio di volo.
 
Proprio per questo, a livello preventivo, si consiglia di realizzare queste attività in stato di freschezza fisica e mentale, dopo un accurato riscaldamento, utilizzando attrezzi idonei e predisponendo l'assistenza e l'aiuto sia dell'allenatore che dei compagni, evitando distrazioni e rilevando cali di attenzione in quanto, soprattutto l'apprendimento-insegnamento dei gesti calcistici acrobatici, presenta comunque rischi di infortunio.
Quando ci si esercita al trampolino elastico, per chi non ne avesse la disponibilità, sarebbe utile richiedere l'intervento di un tecnico specializzato che possa educare lo stacco, il controllo del corpo in volo, l'atterraggio e le posizioni isolate, per evitare l'insorgere dei traumi e dei problemi alla schiena. Nelle esercitazioni con giri del corpo in volo e con rotazioni e capovolte (preacrobatica), si sollecitano il funzionamento e l'adattamento dell'analizzatore vestibolare, tramite la percezione delle informazioni labirintiche fondamentali per il controllo del corpo in equilibrio di volo e per potersi orientare velocemente nello spazio e nel tempo, dopo l'esecuzione di un gesto tecnico acrobatico.

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