Fisioterapia


PRINCIPIO

La fisioterapia inizia da una valutazione dei fattori di disturbo fisico (menomazione), dell’effetto di questo sulle attività funzionali (disabilità o deficit) e delle conseguenze limitanti nelle attività lavorative, sociali, ecc. (handicap), per poi attribuire un valore agli aspetti legati a fattori prettamente corporei o all’atteggiamento psicologico del paziente o anche a un’informazione scorretta del paziente stesso riguardo alla propria condizione clinica (fattori bio-psico-sociali).

In seguito si prendono in considerazione le sensazioni riferite dal paziente stesso rispetto a localizzazione, estensione, intensità e qualità dei disturbi, effettuando eventuali verifiche, chiarimenti e approfondimenti specifici. Tutti questi elementi di analisi iniziale contribuiscono a orientare la pianificazione della valutazione clinica e del successivo intervento terapeutico del fisioterapista.

La valutazione clinica avviene tramite test e prove motorie e funzionali attive e passive altamente specifiche, scelte in base a una precisa strategia di indagine che viene via via formandosi e articolandosi contemporaneamente alla raccolta di informazioni e in conseguenza di esse.

NASCITA DELLA DISCIPLINA E TECNICHE MODERNE

Storicamente, le prime tecniche riabilitative di tipo fisioterapico nascono sul finire del XIX secolo, prendendo spunto dal progressivo avanzamento delle conoscenze neurologiche. Tuttavia, solo dopo la II Guerra Mondiale inizia a diffondersi un gran numero di metodi, ognuno portatore di una peculiare filosofia di trattamento riabilitativo.

Attualmente sono numerosissime le università che offrono lauree in fisioterapia. Successivamente, i professionisti integrano le proprie conoscenze di base tramite corsi professionali di approfondimento in tecniche e metodiche di trattamento speciali promosse da scuole di fisioterapia private e dirette da figure di spicco della fisioterapia internazionale e storica.
Tali metodi particolari possono essere classificati genericamente sulla base dell’utilizzo di:

• Tecniche fisioterapiche passive e attive analitiche
• Tecniche fisioterapiche attive funzionali e posturali
• Tecniche basate su meccanismi "riflessi" neurovegetativi
• Tecniche di facilitazione neuromuscolare
• Esercizio terapeutico conoscitivo
• Riabilitazione neurocognitiva

SCOPI DEL TRATTAMENTO

Riduzione e annullamento del dolore e di altri sintomi e segni di sofferenza

Trattamento da effettuarsi già a partire dalle condizioni più acute e severe, in modo da anticipare il più possibile l’azione benefica e di sollievo. Allo stesso tempo, la precocità dell'intervento terapeutico è un importante fattore di prevenzione rispetto alla rapida strutturazione di compensi statico-dinamici e danni tissutali (contratture, fibrosi, alterazioni del microcircolo locale, alterazione della conduzione nervosa, modificazione della percezione corporea e motoria con tutto ciò che ne può derivare, ecc.).

Normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche

Con riferimento a:
- limitazioni nella mobilità articolare o nell'equilibrio di forze e tensioni muscolari,
- coordinazione ed efficacia nell'azione muscolare,
- recupero di conduttività neurale ed efficacia della circolazione sanguigna e linfatica,
- distribuzione corretta della mobilità multisegmentaria e ripristino di adeguate e fisiologiche sinergie motorie e funzionali.

Riabilitazione funzionale

I risultati ottenuti vanno integrati nella funzionalità quotidiana, con recupero della più normale vita di relazione e lavorativa. Contemporaneamente, il problema iniziale deve essere considerato nel contesto del quadro clinico generale del paziente e della sua percezione, ma anche valutato nelle sue più chiare e ampie caratteristiche da un punto di vista clinico in modo da mantenere, nell'equipe terapeutica, un valido e opportuno orientamento.

Ginnastica medica

In passato chiamata anche ginnastica correttiva, è indirizzata al trattamento dei vizi posturali della colonna vertebrale (es. atteggiamento cifo-lordotico o scoliotico) e di alcuni difetti di natura ortopedica degli arti inferiori (ginocchio varo o valgo, piede piatto o cavo, ecc).

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